Stress lavoro correlato per operatori penitenziari

Venerdì 25 Maggio 2018

Nella mattinata di mercoledì 16 maggio diversi professionisti si sono alternati, al tavolo dell’Aula Magna del Centro per la Cultura della Prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita (CCP) di viale Gabriele d’Annunzio 15 a Milano, per affrontare il tema del rischio stress lavoro correlato degli operatori penitenziari.

Ai saluti istituzionali di Alessandra Naldi, Garante delle persone private della libertà del Comune di Milano, è seguita l’introduzione dei lavori di Susanna Cantoni, Presidente della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione – CIIP, che ha evidenziato una delle ragioni che sottende all’organizzazione di questi seminari ovvero quella di unire le risorse che si occupano di prevenzione che, per tutti gli ambiti lavorativi, ma soprattutto per le carceri, sono davvero esigue.

Il primo relatore intervenuto nel corso della mattinata è stato Elio Gullone, operatore presso l’ATS. Città di Milano, il quale ha illustrato il concetto di Stress Lavoro Correlato (SLC) secondo il decreto legislativo 81/08 sottolineando che per il rischio Stress Lavoro Correlato è necessaria la partecipazione e la condivisione di tutti i soggetti della sicurezza, ma anche dei lavoratori e dei loro rappresentanti, con un comportamento collaborativo e mai recriminativo, poiché la salute e la sicurezza non possono essere temi di contrattazione o di contrapposizione delle parti.

Ha proseguito Elena Vegni, Professore Associato di Psicologia Clinica presso l’Università Statale di Milano, con l’analisi del rischio psicologico (stress lavoro correlato) nelle professioni di aiuto ovvero professionisti esposti quotidianamente ad aspetti di vita che si collocano nelle code di ciò che può essere definito “normale” dell’esperienza umana, un contatto, vissuto quotidianamente, che consuma la persona.

Un ulteriore approfondimento della tematica è stato offerto dall’intervento di Emanuela Saita e Valentina Fenaroli, del dipartimento di psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che hanno parlato della prevenzione del rischio suicidario nei contesti di esecuzione della pena evidenziando che l’intenzione suicidaria non può essere ascritta solo al contesto lavorativo, ma la prima forma di prevenzione sta nel valutare e gestire la frustrazione con un lavoro di sensibilizzazione attraverso una struttura organizzativa che permetta l’incontro, il lavoro in gruppo, la collaborazione trasversale e forme di supervisione da parte di un professionista esterno.

Il racconto di Luciano De Filippis, del Ministero della Giustizia, ha sottolineato che nel passato le difficoltà per coloro che operavano all’interno del carcere erano evidenti, tuttavia facevano parte del vissuto di ogni giorno e nessuno immaginava che la situazione potesse cambiare; il passaggio da Agenti di Custodia ad Agenti di Polizia Penitenziaria ovvero da Agenti deputati alla sola custodia ad Agenti impegnati nella sicurezza, entrati a pieno titolo a far parte anche dell’Area Trattamentale, ha rappresentato un valore aggiunto straordinario.

Gianfranco Manera e Paola Garruto, Agenti di Polizia Locale appartenenti all'Ufficio Sicurezza della Polizia Locale di Milano e Coordinatori del Progetto "Operatori Ponte", hanno illustrato l’esperienza di questo gruppo di agenti, volontari ma selezionati e formati, operativo dal maggio 2014, che ha il compito di raccogliere i bisogni degli agenti coinvolti in eventi critici di servizio, ascoltare e rispondere alle loro domande ed offrire un primo supporto con la funzione di decomprimere le reazioni di persone normali coinvolte in situazioni anormali.

Il seminario si è concluso con il dibattito, moderato da Modesto Prosperi, dell’Ufficio del Garante delle persone private della libertà personale del Comune di Milano, che ha visto numerosi interventi da parte dei partecipanti al seminario stesso.

I materiali del seminario possono essere scaricati dal sito della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) partner del CCP.
 

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