La “prosperità urbana” su "About Cities"

Lunedì 11 Gennaio 2021

È uscito il nuovo numero di About Cities, la rivista progettata e realizzata da EuroMilano per riflettere e confrontarsi sulla visione di città. L’edizione 2020 ha posto al proprio centro il concetto di “prosperità urbana” come chiave di lettura e interpretazione delle direttrici lungo le quali oggi siamo tutti chiamati, istituzioni, privati e cittadini, ad operare

Lanciato nel 2016 da UnHabitat, l’Agenzia ONU che si occupa di studiare le città globali, la “City Prosperity Initiative (CPI)” è un progetto volto a misurare lo stato di salute generale delle città, nel loro contesto nazionale di appartenenza, oltre le metriche del PIL.

La rivista, grazie ad autorevoli contributi, attraversa con profondità di analisi la “ruota a 6 raggi”, ovvero le dimensioni che rendono misurabile la prosperità delle città. Il vecchio modello di sviluppo urbano come “macchina di produzione”, teso alla crescita economica prima di tutto e sopra tutto, non è oggi più ammissibile, dice il Presidente di EuroMilano, Luigi Borré, nel suo articolo di apertura che titola “Il coraggio del cambiamento”. Per qualche operatore, dice ancora il Presidente, il prezzo in termini di impatto sociale e ambientale del vecchio modello era già evidente e, in sintonia con quanto stava emergendo nel dibattito pubblico sulle città, condensato nell’obiettivo 11 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, si stava già muovendo verso azioni concrete di ripensamento degli spazi urbani e abitativi.

Tobia Zevi ci conduce in un interessante percorso che mette in evidenza la centralità del dibattito sulle città, per l’impatto enorme e profondo che hanno sui trend socio-economici e ambientali, ma soprattutto come luoghi in cui si concentrano le sfide per avere comunità locali più vivibili e un pianeta dal futuro migliore.

Nel suo approfondito contributo Renato Galliano affronta il concetto ormai esteso e omnicomprensivo di attrattività urbana, un sistema complesso di aspetti che coinvolge elementi di carattere economico, di equità e di equilibrio sociale. Paola Pucci si sofferma sui temi della mobilità urbana e ci invita a leggere nei provvedimenti indotti dall’emergenza sanitaria di questi lunghi mesi “acceleratori” di progettualità già presenti negli strumenti ordinari in vigore prima della pandemia, ampliandone il quadro di interventi a sostegno di processi di distribuzione, desincronizzazione e digitalizzazione. Gabriele Pasqui osserva la città dalla prospettiva sociale e, pur non negando la difficoltà, mostra la necessità di pensare all’unisono coesione, innovazione, sviluppo e sostenibilità se si vuole evitare che le disuguaglianze dentro le città e tra le città compromettano lo sviluppo globale. L’articolo di Rosario Pavia è una vera passeggiata nella storia, ma è anche un accorato appello perché la città venga restituita al gesto antico del camminare, l’azione attraverso la quale essa veniva misurata, compresa, assimilata. Riportare i percorsi pedonali al centro delle politiche urbane – scrive – sarebbe un atto ordinario e rivoluzionario allo stesso tempo. Sebbene sia ancora impossibile quantificare l’impatto della crisi economica e sociale causata dalla pandemia, è tuttavia già evidente che l’efficacia di qualsiasi strategia di ripresa dipenderà dall’adesione piena e coordinata di attori pubblici e privati di tutti i livelli. E’ nella governance partecipata e nello sviluppo di reti di alleanze tra le città che Lorenzo Kihlgren Grandi indica la strada per uscire dalla crisi. In linea con il principio della sussidiarietà fatto proprio dall’Unione Europea, la prossimità dei comuni al proprio territorio si rivelerà essenziale nello sviluppare progetti quanto più concreti e partecipati.

Progettare la città significa disegnarne (anche) gli spazi fisici e trovare una linea di sviluppo che mostri, nella successione degli interventi sul territorio, quale immagine di città si consegna al presente e al futuro. Nel focus della rivista, dedicato alla rigenerazione urbana, Umberto Zanetti e Alberto Bortolotti ci offrono uno sguardo nel quale – in entrambi i contributi – possiamo riconoscere le linee-guida di un disegno unitario ben oltre la sommatoria delle singole operazioni. Se la Mosca di Zanetti individua nel verde pubblico la spina dorsale di una sua rinascita urbana, la Milano di Bortolotti tenta di proporsi come “modello” impegnato a contemplare sfide globali e istanze locali.
La Milano di Andrea Cherchi

Prezioso e unico è il contributo iconografico di Andrea Cherchi, che negli scatti di una città trasfigurata dalla sospensione pandemica come “fosse notte con la luce del giorno” rivisita un nostalgico ricordo e una non convinta speranza che la sua Milano torni presto come prima.

C’è un fil rouge che tiene insieme gli scritti della rivista, a sua volta riflesso dell’azione di EuroMilano: è la consapevolezza, per citare Juan Clos, che “i problemi della città sono i problemi dell’umanità”.
Per richiedere una copia di About Cities (che puoi scaricare anche dagli allegati) è sufficiente inviare una mail a: ufficiostampa@euromilano.it.
 

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