Nuovo look per il Consorzio di viale dei Mille

Lunedì 26 Novembre 2018

Il ”Consorzio VialedeiMille”, polo dell’economia carceraria, si rifà il look. È stato inaugurato dall’assessore alle Politiche per il  Lavoro, Attività produttive, Commercio Cristina Tajani con Marco Cappato, esponente dell’associazione Luca Coscioni e il regista Mimmo Sorrentino, il nuovo negozio dedicato ai servizi e ai prodotti nati all’interno delle case circondariali milanesi.
Oltre 200 metri quadrati e cinque vetrine su strada, tra  Viale dei Mille 1 angolo Piazzale Dateo, messi a disposizione dall’Amministrazione per promuove lo sviluppo di nuove opportunità di lavoro, collaborazione e scambio tra chi vive e opera all’interno del carcere e il mondo esterno.
“L’inaugurazione di questo nuovo spazio è il giusto punto di arrivo di un percorso volto a valorizzare il lavoro, le professionalità e le imprese nate all’interno delle carceri milanesi. Lavoro, prodotti e servizi che trovano oggi una vetrina rinnovata e più attraente  per aprirsi alla città e rafforzarsi sul mercato”. Così commenta l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani, che prosegue: “Un nuovo look per uno spazio  che non è solo un vivace esercizio commerciale ma una  realtà fruibile e plurale dove confrontarsi sui temi della riabilitazione e dell’integrazione, attraverso il lavoro e l’attenzione alle categorie fragili”
L’apertura del rinnovato store rientra nel perimetro delle azioni previste dal progetto di promozione del lavoro carcerario, voluto dal Comune di Milano  e dal Consorzio Viale dei Mille. Consorzio  costituito da un gruppo di imprese sociali attive all’interno degli istituti di pena milanesi (Cooperativa sociale Alice – Cooperativa sociale Opera in Fiore, Cooperativa sociale Zerografica, Cooperativa sociale Bee4, Cooperativa sociale Il Gabbiano, Cooperativa sociale In Opera, Associazione l’Hub)  e supportato dalla Fondazione Cariplo.
Nello showroom è possibile entrare in contatto con il mondo dei prodotti e servizi “100% made in carcere”: dal tessile alla tipografia, passando per la produzione alimentare; dalla serigrafia alla cosmesi, senza tralasciare servizi come call center e quality check. Tante occasioni per verificare la qualità che sta dietro al lavoro in carcere. Un luogo unico nel suo genere, testimone di un modello economico che vuole fare sintesi tra la dimensione della responsabilità sociale e quella della qualità dei prodotti e dei servizi realizzati.
Uno spazio aperto alla cittadinanza, fruibile e plurale, dove è possibile confrontarsi e dibattere sui temi legati alla detenzione e al ruolo del lavoro nel percorso di reinserimento. Incontri, eventi, presentazione di libri, tante sono le occasioni per parlare di carcere mettendoci senso e spirito di partecipazione.

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