“IN FORMA SI, MA IN SICUREZZA!”

Lunedì 6 Marzo 2017

Il Centro per la Cultura della Prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita (CCP) in collaborazione con l'ATS Milano (ex Asl), partner del Centro stesso, ha organizzato, il 2 marzo scorso, un incontro pubblico intitolato “In forma si, ma in sicurezza!” – Salute e sicurezza nei centri fitness e nei centri benessere. I relatori, tutti esperti dell’ATS Milano, hanno avuto modo di fornire alcune informazioni e alcuni suggerimenti in merito ai rischi presenti nei vari centri fitness e benessere.

Calogera Campo nell’introdurre l’incontro ha evidenziato che, in base ai dati a disposizione, si stima che il 79% della popolazione milanese fa regolarmente o occasionalmente attività motoria, con un’offerta di oltre 900 impianti sportivi comunali e 200 impianti privati, molti dei quali multi servizi: piscine, aree wellness, estetica, ecc. L’ATS Milano, ha specificato la Dott.ssa Campo, ha deciso di creare un gruppo di operatori con competenze specialistiche per lo svolgimento di controlli integrati in materia di: sicurezza macchine, salubrità degli ambienti, impianti, igiene nelle piscine e nelle zone wellness, uso di sorgenti laser e somministrazione di alimenti e integratori alimentari. Ad oggi sono state visitate in modo integrato 33 centri fitness e le relative attività annesse (ristoranti, centri estetici, centri benessere, etc.). Al 60% dei centri controllati è stata emessa una sanzione per irregolarità alle normative di tutela della salute di utenti e degli operatori che vi operano. Le irregolarità sono state comunque tutte sanate.

Adriano Strada ha specificato che l’ATS, per tutelare la salute e la sicurezza del cittadino e del lavoratore, effettua regolarmente la vigilanza su aspetti di carattere igienico-sanitario sulle palestre, sulle SPA e sui luoghi finalizzati al benessere della persona, con particolare attenzione alla prevenzione della legionella e alla qualità delle acque di balneazione. Anche su questi temi, le prescrizioni emesse per non conformità riscontrate sono state attuate e verificate. Vi è tuttavia da evidenziare, in questi ultimi anni, un certo miglioramento delle condizioni igieniche di questi centri, cui ha certamente contribuito l’azione di informazione svolta dagli operatori parallelamente agli interventi di controllo.

Daniela Pozzi, in merito all’uso degli integratori alimentari nei centri fitness ha evidenziato la consuetudine di somministrare integratori addizionati a bevande o alimenti, nonostante la normativa vigente non consenta di fornire al consumatore gli integratori in forma sfusa. Infatti il consumatore deve poter assumere gli integratori consapevole delle precauzioni da prendere e delle dosi appropriate da ingerire, traendone così il corretto beneficio senza arrecare danni alla salute. È evidente che tutto questo è possibile solo attraverso la ”fornitura” al consumatore dell’integratore in confezione etichettata.

Luca Austa ha chiarito che tutte le attrezzature sportive e le macchine per il fitness utilizzate negli impianti sportivi, nelle palestre e nei centri fitness, messe a disposizione di utenti, sportivi, trainer, etc. vengono considerate “attrezzature di lavoro” e per questo devono rispondere ai requisiti essenziali di salute e sicurezza come qualunque altro strumento di lavoro e come previsto dalle direttive di prodotto della CE. Pertanto, è sul gestore di un centro fitness o di un centro sportivo, in quanto figura di garanzia nei confronti degli utilizzatori e degli operatori addetti, che ricade l’obbligo di adottare le misure di prevenzione e protezione per preservare l’incolumità fisica dei fruitori, provvedendo alla manutenzione delle infrastrutture e delle attrezzature ma anche scegliendo ed installando macchine e attrezzature rispondenti alle norme di buona tecnica.

Paola Biraghi e Roberto Tibaldi hanno evidenziato che alcune apparecchiature utilizzate nei centri estetici quali ad esempio lampade abbronzanti, depilatori a luce pulsata o laser, apparecchi laser per tonificazione, rilassamento e fotostimolazione laser, emettono radiazioni elettromagnetiche, che, se non usate in modo corretto, possono produrre effetti dannosi a lavoratori e clienti. In particolare, per l’esposizione a lampade abbronzanti è necessario seguire le raccomandazioni dell’estetista, conoscere il proprio fototipo, utilizzare sempre gli occhiali protettivi, non sottoporsi ad esposizione mentre si assumono farmaci che accrescono la sensibilità alle radiazioni ultraviolette, chiedere il consiglio del medico se si sviluppano irritazioni o lesioni.

Anita Cappello ha segnalato che sempre più spesso chi va in palestra utilizza lo smartphone per applicazioni «sportive», utilizzando la sempre più vasta offerta di “APPLICAZIONI” consigliate per fini di salute e benessere come ad esempio le APP contapassi o quelle di allenamento running. L’OMS ha classificato come possibilmente cancerogene le radiofrequenze emesse da smartphone, telefonini, tablet, cordless, wi-fi in genere e raccomanda l’applicazione del principio di precauzione. Nel corso dell’intervento sono stati forniti alcuni suggerimenti pratici per ridurre il più possibile l’esposizione alle radiofrequenza.

Parecchie le domande dei partecipanti all’incontro rivolte ai relatori che hanno avuto modo di specificare ulteriormente alcuni aspetti legati al tema della salute e sicurezza nei centri fitness e nei centri benessere.

Il materiale del seminario può essere scaricato dal sito della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) o dal sito dell’ATS Milano, entrambi partner del CCP.
 

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C.C.P.

Il Centro per la Cultura e la Prevenzione nei luoghi di vita e di lavoro del Comune di Milano

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