Rischio biologico per gli operatori penitenziari

Martedì 20 Marzo 2018

In apertura del Convegno “La prevenzione del rischio biologico per gli operatori penitenziari”, tenuto presso l’aula magna della sede del Centro per la Cultura della Prevenzione nei luoghi di lavoro e di vita (CCP) in viale G. D’Annunzio 15 - Milano, mercoledì 14 marzo, la Dott.ssa Alessandra Naldi, Garante delle persone private delle libertà del Comune di Milano, ha ringraziato i numerosi presenti e ribadito uno dei compiti da lei svolti: supportare la costruzione del miglior metodo di operare per chi è costretto nell’area penale, interna ed esterna.

Il Dottor Modesto Prosperi, dell’Ufficio Garante dei Diritti delle persone private della libertà del Comune di Milano, ha illustrato la nascita dell’idea del convegno: “La Dott.ssa Susanna Cantoni della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP), - ha spiegato Prosperi - la garante dei detenuti e il CCP hanno collaborato per affrontare il tema della prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita in questo specifico contesto”.

Il primo medico intervenuto nel corso della mattinata è stato Cesare Lari, Direttore della «Direzione Medica Penitenziaria» presso l’Organizzazione della Salute Penitenziaria ASST Santi Paolo e Carlo, rete che offre ai centri di reclusione Bollate, CC San Vittore, CR Opera e Istituto Penale Minorile (IPM) un numero di operatori di circa 350 «Full Time Equivalenti»: 187 Dirigenti Medici e Sanitari e 163 operatori del Comparto. “La ‘Direzione Medica Penitenziaria’, - ha specificato Lari - svolge attività di tipo organizzativo e gestionale, il ‘Servizio Psichiatrico Penitenziario’ si occupa della psichiatria penitenziaria nei quattro Istituti Penitenziari, il Servizio di Neuro Psichiatria Infantile del San Carlo delle problematiche neuro-psichiatriche dell’IPM e la Psicologia Clinica ASST si occupa dell’attività di psicologia clinica svolta all’interno degli Istituti Penitenziari e dell’IPM”.
Ha proseguito Roberto Ranieri, referente Infettivologo degli Istituti Penitenziari, il quale ha competenza solo sui detenuti e non sul personale sanitario (medici ed infermieri) né sul personale di polizia penitenziaria, presente all’incontro: “sono però disponibile - ha specificato Ranieri - per tutti gli operatori coinvolti ad effettuare interventi di formazione sul campo o di counselling in caso di incidente professionale”. L’infettivologo – ha aggiunto Ranieri - ha il compito di effettuare lo screening infettivologico, promuovere lo sviluppo di test rapidi su saliva per la diagnosi immediata di alcune malattie (es. HIV, epatite C), ed effettuare la intrademoreazione di Mantoux (prova della tubercolina) per individuare i detenuti portatori di TB latente. Nel caso di diagnosi di malattia infettiva informa il detenuto sulle modalità comportamentali da osservare e propone l’eventuale percorso clinico e terapeutico.

È stata passata poi la parola al Prof. Marco Italo D’Orso, del Dipartimento di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Milano Bicocca, il quale ha analizzato il Micobacterium Tuberculosis, la storia clinica della infezione, le modalità di contagio, le modalità diagnostiche di laboratorio e la tutela degli operatori penitenziari.

A seguire, la Dott.ssa Sabrina Senatore, dell’UOC Medicina Preventiva nelle Comunità, Malattie infettive dell’ATS della Città Metropolitana di Milano, ha suddiviso le principali malattie sulla base delle vie di trasmissione. Partendo dalla scabbia, per via cutanea, ha seguito la spiegazione di meningite, influenza e tubercolosi, trasmissibili per via respiratoria, fino all’epatite B, epatite C e HIV trasmissibili attraverso il sangue e nel corso di un rapporto sessuale.

Il Dottor Faccini, del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria presso l’ATS di Milano Città Metropolitana, ha voluto evidenziare la pericolosità anche del tetano, non trasmissibile, e la differenza tra paura ed effettivo rischio di contrarre le varie patologie.

Ha concluso il Dottor Bolognino Galli, medico del Lavoro del Servizio PSAL di UOS Milano Sud, con un’analisi storica delle fonti normative e degli interventi dell’ATS nel corso degli anni nei confronti della sicurezza degli operatori penitenziari.

Prima dei saluti e ringraziamenti della Dott.ssa Cantoni, dal pubblico sono sorte numerose domande pratiche alle quali è stata data risposta esaustiva. 

I materiali del seminario possono essere scaricati dal sito della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP) partner del CCP.
 

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C.C.P.

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