Il Patto per il Lavoro

Un Patto, e non un mero atto, destinato alla realizzazione di azioni concrete che lascino una impronta sulla città.

Far tornare Milano al livello delle maggiori città europee per occupazione, qualità del lavoro, sviluppo economico, attrattività e crescita dei talenti ma anche tutela dei diritti, in particolare delle donne e dei giovani, e modalità di lavoro innovative. 

È questo il piano al centro del Patto per il Lavoro firmato a Palazzo Marino,  alla presenza del Governo, tra Comune di Milano, Assolombarda, Camera di Commercio Milano Monza Brianza e Lodi, Confcommercio, Afol Metropolitana, Città Metropolitana di Milano, CGIL, CISL e UIL, uno "strumento – ha sintetizzato l'assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro, Alessia Cappello - per rilanciare l'occupazione con misure pratiche e verificabili".

Un Patto, e non un mero atto, destinato alla realizzazione di azioni concrete che lascino una impronta sulla città. Tra queste alcune sono già state delineate: la realizzazione di sportelli per il lavoro fisici e in digitale diffusi sul territorio e in luoghi non convenzionali, inseriti nel progetto della città policentrica in 15 minuti; la formazione permanente e continua e nella fase transizionale del lavoro; la creazione di opportunità di rilancio per i più fragili; il rafforzamento dell’orientamento scolastico sia verso il mondo delle università sia della formazione professionale tecnica superiore; la promozione della cultura della legalità e della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. Tra le prime ad essere realizzata dal Comune di Milano ci sarà la premialità nei bandi di gara pubblici per le aziende con certificazione di pari opportunità. 

Il Patto è frutto di quattro mesi di incontri organizzati dal Comune di Milano che ha raccolto e tradotto in 70 azioni le proposte giunte dal mondo imprenditoriale e delle attività produttive, dai sindacati, dalle università, dalle associazioni di categoria, ma anche di gruppi di cittadini che hanno risposto all’invito del Comune a mandare le proprie idee. Il tavolo dei partecipanti al Patto si riunirà ogni tre mesi per fare il punto sui risultati e i nuovi passi da compiere. 

Il documento firmato il 28 aprile è il risultato di un percorso partecipato che ha consentito di individuare obiettivi strategici condivisi e progettualità capaci di promuovere economia e sviluppo. Si tratta di un Patto e non di un atto, un punto di partenza per costruire una Milano del lavoro capace di adattarsi continuamente alla realtà economica e sociale attraverso progettualità nuove e inedite. L’accordo sottoscritto oggi sancisce infine il rafforzamento del legame tra le parti sociali che condividono la necessità di individuare le sfide e il modello di città che si intende costruire.  

Quattro linee strategiche:  

  • Milano, città della formazione: investire in educazione, istruzione, formazione per generare risposte di qualità all’esigenze delle imprese, per conciliare vita e lavoro, per superare le disuguaglianze in ingresso e in uscita e favorire l’inclusività: servizi infanzia, orientamento, formazione civica, valorizzazione della formazione tecnica, professionale e scientifica; ricomporre la filiera formativa e allinearla rispetto agli attuali fabbisogni del mercato del lavoro; 
  • Milano, città delle opportunità: smart working, economia urbana, imprenditoria e micro-imprenditoria, attrattività dei talenti, del turismo, olimpiadi, start up innovative etc.; ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, migliorare livelli occupazionali e sviluppo economico; 
  • Milano, città del buon lavoro: sostegno, promozione e diffusione di un lavoro rispettoso delle leggi e delle parti normative ed economiche dei CCNL firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, cultura della legalità e della sicurezza sul lavoro, protocolli Expo, osservatorio occupazionale; 
  • Milano, città del rilancio: sostenere le persone che perdono il lavoro e non lasciarle sole nel momento di transizione; sostenere il ruolo attivo delle donne e i giovani, rendendo flessibili gli strumenti per la loro formazione e riqualificazione; attivare i milanesi per il contributo al bene comune; proporre forme di sostegno anche al mondo dell’economia carceraria.

 

INFORMAZIONI POSSONO ESSERE RICHIESTE A: 

Direzione Lavoro, Giovani e Sport
Area Lavoro e Formazione - Unità Mercato del Lavoro 
Mail: plo.mercatolavoro@comune.milano.it 
Telefoni: 02 884/63081-48535-48520-48536-48538   

Data inizio

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